Il giorno 29/11/25 dalle 00:00:00 alle 00:00:00
Viale della Repubblica sn Modugno (Ba)
Teatro Puglia: L'ora della Sorellanza
La piece può dirsi a pieno titolo appartenente al genere collaudatissimo della Dark Come-dy, che tanti capolavori ha prodotto tra cui la capostipite piece teatrale “Arseni-co e vecchi merletti” dell’americano Joseph Kesserling da cui la celeberrima tra-sposizione cinematografica con Cary Grant. Si tratta di un genere che, come è no-to, abbina umorismo e comicità pura a temi seri, talvolta serissimi se non dram-matici; il tutto per sconcertare (spesso e volentieri per scandalizzare) il pubblico e indurlo a riflettere su argomenti alquanto ostici come la fragilità umana, lo scopo dell’esistenza, ecc. Nella fattispecie, l’ora della Sorellanza propone la tematica ancestrale e mai risolta della parità di genere, ancora oggi argomento tabù per mi-lioni di donne appartenenti al terzo e quarto mondo e ancora prive del fondamen-tale diritto alla libertà; una libertà beninteso negata anche per una quota rilevante della popolazione femminile dell’Occidente supertecnologica e avanzato, così co-me purtroppo denuncia il tragico fenomeno del femminicidio. La piece di Diome-de racconta tutto ciò mettendo in scena e facendo interagire tra loro gli archetipi femminili, ossia quei prototipi, o meglio dire quei modelli comportamentali uni-versali che ci giungono dalla notte dei tempi attraverso la mitologia greca, e che nei primi del Novecento ha sapientemente elaborato in chiave moderna lo psi-chiatra e psicologo svizzero Carl Gustav Jung. L’ora della Sorellanza ha difatti un cast tutto al femminile, ed una trama e un intreccio che esula da schemi con-sueti, poiché non riserva parti scontate né ruoli minori, ma contempla cinque au-tentiche protagoniste, ognuna espressione di precise sfaccettature femminili. A partire da Antonella (Lucia Scarli) che simboleggia la manager scaltra, pragmati-ca, portata allo scetticismo e al pragmatismo ma nel suo intimo incline alla fragi-lità. Altresì a simbolo archetipico assurge l’operaia Gennarina (Francesca Cara-vella) che ha dalla sua il potere della semplicità che esige l’essenziale, e che sa di-re cose profonde con parole tutt’altro che ricercate. Vi è la nobildonna volitiva e tenace (Anna Rita Elia), che esibisce come modus vivendi l’irruenza, il coraggio e l’orgoglio. Irrompe poi sulla scena la sensuale Luciana (Simona De Santis), mero archetipo venusiano, femmina seducente e voluttuosa anche se tenera e sfortunata amante. Infine, Samira (Francesca Morleo), scrittrice, intellettuale alla spasmodi-ca ricerca di una formula che renda finalmente giustizia e dignità al suo genere. L’ora della Sorellanza parla insomma di donne che parlano di donne, anche se le prerogative del genere maschile, con tutte le sue problematiche, sono tutt’altro che ignorate. Il confronto e il contrasto tra maschi e femmine costituisce il fil rou-ge che attraversa l’intera vicenda, pone il focus sul maschio prevaricatore, desti-nato a restare infantile e narcisista sino a quando non capirà che amare una don-na significa anzitutto amare la sua libertà, e dunque la libertà di ogni donna.
Teatro Puglia: L'ora della Sorellanza
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